Maurizio Fiorino


Ora che sono Nato, il terzo romanzo

Arriva nelle libreria il terzo romanzo di Maurizio Fiorino, “Ora che sono Nato” pubblicato nel prestigioso catalogo delle Edizioni E/O.

Spietato, emozionante, sempre in bilico tra la commedia e la tragedia, in questo libro Fiorino scava a mani nude nel nostro intimo e con tocco delicato ci immerge nel racconto strappando qualche lacrima e subito dopo una risata. Ora che sono Nato è il diario di una diseducazione sentimentale che dai meandri più remoti della nostra anima ci porta per mano fino alla più sorprendente e mai scontata dichiarazione d’amore, quella per se stessi e la propria libertà.




Bikkembergs, la collezione vista da Fiorino

Bikkembergs, marchio da sempre sinonimo di sport e mascolinità, incontra il fotografo e scrittore italiano Maurizio Fiorino per la creazione di uno speciale progetto fotografico con alcuni pezzi della nuova collezione uomo primavera estate 2019.

Attraverso la sua personale visione, Maurizio Fiorino ha saputo catturare i valori di atleticità, fisicità e sensualità maschile in una serie di scatti in bianco e nero realizzati nella zona di Crotone.

La città natale dell’artista ha una sua importanza storica infatti, in quanto fulcro della Magna Grecia,  era famosa per la bellezza delle sue donne e per la potenza fisica dei suoi uomini.

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Fiorino torna esporre in America con Amy Arbus


Il fotografo italiano torna a esporre il suo lavoro negli Stati Uniti in una collettiva curata da Amy Arbus

Gran ritorno a stelle e strisce per Maurizio Fiorino, fotografo e scrittore crotonese il cui lavoro è stato selezionato per una mostra dal titolo “Il ritratto: Immagine e Identità” che si terrà alla Black Box Gallery di Portland. Dei ventitré artisti selezionati, Fiorino è l’unico italiano.

Curatrice della mostra è la newyorchese Amy Arbus. Allieva di Richard Avedon, la Arbus è una stimata fotografa nonché docente in diverse università americane, ma è famosa anche per essere la secondogenita di Diane Arbus, una delle più annoverate fotografe del secolo scorso.

«Non ho mai conosciuto personalmente Amy Arbus ma ogni tanto la incrociavo all’International Center oh Photography di New York, dove ho studiato. Ovviamente, intorno a lei regnava un’aura di inavvicinabilità per via di sua madre. Sono cresciuto con le fotografie di Diane Arbus. È uno dei pilastri fondamentali della fotografia contemporanea, e un vero mito per tutti i fotografi».


L’opera selezionata fa parte di un progetto che Fiorino sta realizzando da diversi mesi, ovvero la storia del giovanissimo pugile professionista Alessio Lorusso e del suo migliore amico Diego, due ragazzi di strada col viso completamente tatuato. «Non appena ho scoperto Alessio su Instagram ho iniziato a seguirlo e a chiedergli di posare per me. Ci sono voluti mesi, ma alla fine ce l’ho fatta. L’aspetto di Diego e Alessio è soltanto una maschera e da qui ho iniziato a riflettere su come la gente giudichi fermandosi alle apparenze. Ognuno ha la sua storia personale, bisogna rispettare tutti. Morale della favola? Siamo diventati una piccola famiglia».

Per Fiorino, fotografo documentarista, non è un esordio bensì un ritorno negli Stati Uniti. Nel 2008 ha esordito a New York con una collettiva alla Leslie Lohman Gallery e, nel 2010, una personale alla Chair and the Maiden Gallery di Chelsea. Dopodiché si è dedicato alla letteratura con la pubblicazione di due romanzi (Amodio e Fondo Gesù) tornando recentemente ad occuparsi di fotografia. Progetti futuri? «Il terzo romanzo è già pronto. Ora sto lavorando a un libro su Alessio e Diego e sogno di portare la loro storia in giro per le gallerie in tutto il mondo».

La mostra inaugurerà l’1 Marzo a Portland e sarà visitabile fino al 20. 






Fiorino e Magnani, il sodalizio artistico

Continua il sodalizio artistico tra Maurizio Fiorino e la fotografa newyorchese Francesca Magnani. In occasione della mostra fotografica di Magnani Qui, nella prestigiosa cornice della Galleria Samonà di Padova, Fiorino ha scritto la presentazione ufficiale che accompagna la retrospettiva dell’artista di origini padovane che, per l’occasione, espone più di quaranta fotografie tra le più importanti scattate negli ultimi venti anni. 

I fili conduttori di questa mostra sono molteplici e diversi: la strada innanzitutto, con quello che porta in termini di spettacolo e di “sorpresa” visiva, e quindi la street dance, le processioni religiose, le luci, i volti, l’arte pubblica dei parchi newyorkesi, ma anche l’attenzione sulle persone e alle forme: gli archi, i ponti, la schiena inarcata nel salto all’indietro.
Queste sollecitazioni sono riunite in un punto, il “qui” del titolo che è la scritta per terra a delimitare lo spazio della performance e anche la parola chiave della mindfulness della West Coast “Wherever you go, there you are”; un’eco contemporanea e costruttiva di rimando al fatalismo oraziano del “Chi attraversa il mare cambia cielo non animo”.
Ora non è più così: il “qui” è il punctum della fotografia, il kairos, il momento opportuno, come anche la concentrazione dell’acrobata o il giro a spalla del Santo. Qui troviamo Piazza della Frutta e Union Square, che simbolicamente racchiude tutto – location newyorkese che sola, col mercato delle fattorie di Upstate e gli incontri estivi, ricorda la piazza italiana.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 3 febbraio al 12 marzo 2017.




Seconda ristampa di Fondo Gesù

La prima edizione di Fondo Gesù, a soli due mesi dall’uscita, è andata esaurita in tutte le librerie d’Italia. Una seconda edizione è stata appena data alle stampe. 




Fondo Gesù conquista L’Huffington Post

Una entusiastica recensione di Fondo Gesù è stata pubblicata su L’Huffington Post, a firma di Giuseppe Fantasia.  

Fantasia scrive, tra le altre cose, che “Fondo Gesù ha un linguaggio crudo e feroce che riflette la storia e la avvolge. Le sue parole pesano come macigni, le sue frasi sono delle mazze che colpiscono per ferire chi non fa nulla affinché tutto cambi. Per stomaci forti, spietato, non vi lascerà indifferenti.”

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Fondo Gesù - Comunicato stampa

A due anni di distanza da Amodio, a un passo dalla quarta ristampa, Maurizio Fiorino ritorna in libreria l’1 settembre con Fondo Gesù, secondo romanzo ambientato nel profondo sud Italia.

Scrittura secca che graffia l’anima, quella di Fondo Gesù è la storia di due minorenni, Mario e Angelo, cresciuti troppo in fretta in una zona degradata di Crotone. «Mario è un criminale, non ha rispetto per niente e nessuno» spiega Fiorino «mentre Angelo è il suo esatto contrario: silenzioso, sempre in giro con un orsacchiotto bianco in mano, e affetto da una lieve forma di autismo che lo rende speciale».

Come contraltare ai due c’è lo spietato mondo degli adulti, che Fiorino disintegra pagina dopo pagina. Un prete pedofilo, i genitori di Mario che litigano di continuo, la mamma di Angelo che si ubriaca di vino in scatola e convive con un criminale agli arresti domiciliari. Per via delle loro infinite scorribande, i due ragazzi sono costretti a lasciare la loro città e, fuggiaschi, a bordo di una decappottabile, si avventurano in un viaggio che sarà la scoperta di una libertà anarchica e sfrenata, senza limiti.

Un secondo romanzo dai toni vagamente pulp che, capitolo dopo capitolo, sfida continuamente il lettore, senza usare fronzoli né artifici letterari e che è lontano anni luce dai toni scanzonati e assolutori di Amodio. Del primo libro rimane, forse, solo una traccia amara di un’adolescenza dalla voce confusa, e di un’innocenza continuamente violata dagli adulti.  «È una specie di Thelma & Louise alla calabrese» ci spiega il giovane autore che sta facendo della drammatica assenza di dialogo tra il mondo dei grandi e quello dei loro figli un tema ricorrente delle sue opere. «In questa storia nessun adulto dialoga con Mario e Angelo, e se lo fa, lo fa in modo morboso, malato. L’unica a rivolgersi a loro con delicatezza è una prostituta incontrata per caso».

Il titolo si ispira a un noto quartiere di Crotone, negli anni passati famoso per storie di spaccio e criminalità organizzata. «In realtà il primo titolo era ben diverso. Si doveva intitolare Erbacce perché mi era piaciuta l’etimologia della parola. Le erbacce sono fiori selvatici che crescono sui cigli delle strade, senza che nessuno le abbia piantate. Sono così forti che spesso spaccano anche il cemento e, per sopravvivere, rubano sole e sali minerali alle piante sane. Mi sembrava un’ottima metafora per descrivere la mia generazione. Poi, ero a Roma a bere un caffé con Mario Fortunato (noto scrittore e critico letterario, in passato direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra, ndr.) ed è stato lui, ascoltando la storia del quartiere, a suggerirmi di cambiare il titolo. E mi sono fidato».

Secondo Fiorino, bisognerebbe sì parlare di generazione bruciata, ma non come è stato fatto finora. «Era proprio questo il punto a cui volevo arrivare: parlano tutti dei giovani che non hanno più valori, ma chi ci ha cresciuti? Sono i grandi, i bruciati. La verità è che, come scrivo nel libro, molti genitori stanno seppellendo i loro stessi figli che, non avendo una guida, imparano tutto da soli. Sicuramente sbagliando». Un esempio? «Il sesso, per dirne una, imparato su Youporn, dove le donne devono urlare e i maschi avere erezioni che durano due ore. Pura fantascienza. Chissà quanta rabbia matura in un ragazzo quando scopre che la realtà è completamente diversa».

Se il romanzo non fa nessuno sconto agli adulti, sicuramente premia gli adolescenti. «In realtà, anche se non sembra, per me Fondo Gesù è un inno alla vita» svela il giovane autore crotonese di nascita ma newyorchese di adozione. Una calabresità che l’artista sta cercando di portare per l’appunto oltreoceano. «Sono da poco entrato a far parte della Envoy Enterprise, una galleria di New York dove quest’inverno terrò una conferenza su Amodio. Voglio portare la Calabria anche lì, ma in una chiave diversa. Sto prendendo lezioni di tarantella, scoprendo che è una danza dove non esistono differenze sociali, ed è molto sensuale. In fondo, “Calabrisella” è un testo erotico, e la Calabria trasuda di gioia e sensualità».


Fondo Gesù (Gallucci Editore, 212 pagine, EUR 16,50) sarà nelle librerie dal 1 settembre 2016 e in vendita in tutti i canali telematici specializzati




“Weeds” su Dust Magazine

“This land is damned. Like weeds, the more you pull at it, the more it grows.”


Questo l’incipit di Weeds, il lungo racconto che Maurizio Fiorino ha pubblicato sul nuovo numero del magazine DUST, con le due magnifiche cover di Willy Vanderperre. 


Il racconto, in lingua inglese, racconta la storia di Mario e Angelo ed è l’antefatto del nuovo romanzo di Fiorino, 
Fondo Gesù, in uscita nel 2016.


DUST è in vendita in tutto il mondo e attraverso il sito Internet dustmagazine.com


“Amodio” a “Tutto esaurito” su Radio 105

“Questa è una storia sulla purezza, sulla potenza dell’autenticità dei giovani che sanno amare, senza ombre e questo amore, la sua bellezza accecante diventano l’arma per resistere e squassare un Sud che pare immutabile ma che non può essere immune a una tale energia. Tanto che pure gli orrori della mafia con i suoi codici d’onore violenti e inumani rimangono sullo sfondo, incapaci di competere. Un esordio da non perdere.”

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“Un libro necessario” scrive l’Huff Post

“Un libro necessario”, così l’Huffington Post ha definito “Amodio”. E ancora, “uno di quei romanzi che con coraggio riesce a raccontare quel binomio non proprio perfetto che viene fuori quando ad incontrarsi e a scontrarsi sono la mafia e l’omosessualità. Amodio serve per far pensare e sperare che il cambiamento possibile è dietro l’angolo, basta solo accorgersene ed accettarlo, senza pensarci più. Il coraggio di Fiorino, la sua voglia di cambiamento, la sua speranza, la sua comprensione e il suo perdono nonostante tutto, sono presenti in ogni pagina, ricca di delicatezza ed ironia, necessarie per affrontare la brutalità dell’ignoranza e dei pregiudizi.”

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